Girovagando per Parigi

Abbiamo trascorso cinque  giorni a “girovagare” per Parigi dove, oltre alle più classiche delle mete come: la Tour Effeil, il museo del Louvre, Montmartre, Notre Dame, abbiamo vissuto Parigi, quella dei parigini, con i loro orari e i loro ritmi. L’appartamento lo abbiamo scelto nei pressi della Gare de Lion, zona residenziale, tranquilla, ben servita dai mezzi pubblici. Supermercati, farmacia, brasserie, bistrot e panifici in zona non mancano compreso , nei pressi, il colorato e vivace “marchè d’Aligre” , esattamente nel XII arrondissment, tra Faubourg St Antoine e rue de Charleston. Dalla frutta alle baguette, appena sfornate, passando per la carne e i fiori, da portare nel vostro appartamento, non manca nulla, c’è anche un mercatino delle pulci dove trovare un numero raro di Paris Match, fumetti, tazze vintage, vecchi vinili e tanto altro ancora.

Merita una giornata il Quartiere Latino, tra il V e VI arrondissement, simbolo della vita universitaria parigina qui, tra il boulevard St. Michel e rue St. Jacques, si trova la Sorbona . Perché quartiere latino? Perché in passato studenti e accademici, che frequentavano la Sorbona, parlavano latino e da qui il suo nome attuale. Vagando per le sue vie è una continua scoperta di negozi di fumetti, ricordate il cartone Tin Tin ? ci sono interi negozi dedicati allo storico protagonista dei fumetti, articoli vintage e tanti negozi di giocattoli che ti fanno tornare bambino. Ristoranti per tutte le tasche e caffè storici, dove sedersi è quasi un imperativo, non mancano e sono da provare . La vera scoperta del quartiere, però, avviene addentrandosi per le sue viuzze e i vicoli ricchi di sorprese, esperienza suggerita.

Per gli amanti degli sports c’è la catena “Au Vieux Campeaur” , negozi disseminati nei vari angoli e vie del quartiere, una visita è d’obbligo per trovare ciò che fa per voi. Sci, kayak, vela, subacquea, scarpe da trekking, zaini, arrampicata… sono solo alcuni dei punti vendita  monotematici di questa catena dove si trova una ampia scelta di attrezzatura, di ottima qualità e per tutte le esigenze.  Per il pranzo abbiamo acquistato le nostre baguette, già farcite, in uno dei tanti negozi alimentari presenti nella zona e ci siamo recati al “Jardin du Luxembourg” qui abbiamo trovato spazio sul prato, tra gli studenti della vicina Sorbone, per gustarci la baguette ancora calda. Due passi lungo i viali del parco, per sbirciare, con discrezione, i quaderni da disegno di quanti riproducono, con le loro matite, le scene quotidiane che si svolgono all’interno del parco, anatre comprese, è un’esperienza da fare, come assistere alle avvincenti ed interminabili partite di bocce tra gli anziani.

Per gli amanti della lettura c’è l’antica e famosa libreria Shakespeare and Company”, storica libreria situata nel quartiere latino, sulla Rive Gauche che, negli anni venti, divenne luogo di incontro per grandi scrittori come Ezra Pound e Ernest Hemingway, fu aperta da Sylvia Beach il 17 novembre 1919. Shakespeare and Company è stata per anni crocevia di scrittori e poeti parigini e soprattutto, negli anni cinquanta, è stata luogo d’incontro per molti scrittori della beat generation. La libreria si trova al 37 di rue de la Bûcherie, vicino Place St.Michel, ed è gestita dalla figlia di Whitman. Qui, curiosando tra gli scaffali abbiamo trovato, anche noi, i nostri libri da acquistare, non potevamo resistere al fascino di questa libreria e poi, dai diciamolo, volevamo un libro con il timbro di “Shakespeare and Company” . Non lasciate la libreria senza aver fatto le coccole ad “Aggie”, il gatto di “casa”, ma non datele nulla da mangiare perché, come recita un cartello, “Aggie” segue una sua dieta ma non disdegna le coccole.

Se siete viaggiatori, backpacker, e per la cena non cercate il locale trendy allora il lungo Senna fa per voi, non dimenticate il plaid da stendere a terra.

Noi abbiamo passeggiato e cenato tra Pont d’Austerlitz e Pont de l’Archevèchè sul versante che costeggia Quai d’Austerlitz/Quai St. Bernard e Quai de la Tournelle sino a Notre Dame. Alla nostra vista si è aperto un caleidoscopio di razze, cibo, musica e danze di ogni dove in un luogo senza barriere di alcun tipo. Cibo e  bevande , una birrozza ci stava tutta, li abbiamo acquistati in uno dei tanti locali del quartiere latino, c’è solo l’imbarazzo della scelta per soddisfare ogni palato, invaso dal profumo di cibo in rappresentanza delle tradizioni culinarie di svariati paesi. Per i comodisti, per quelli che partono con il baule anche se stanno fuori un solo week end…, ci sono i più comodi battelli fluviali che, adibiti a ristorante, permettono di cenare navigando lungo la Senna…ma, per noi, un bel paninazzo e una birra ghiacciata da gustare seduti in banchina, ascoltando musica e conoscendo persone, non hanno prezzo…

Tra i luoghi che ci hanno rapito ci sono anche il “Passage Jouffroy” e il “Passage Verdean”, 10-12, boulevard Montmartre , a due passi dal “Musèe Grèvin il museo delle cere, qui soffermatevi, oltre che nelle antiche librerie o i negozi di antiche stampe, nello storico negozio di giocattoli “ Pain d’epices” per tornare bambini…meritevole anche la vicina “Baite à foujoux” ma non uscite dalle due gallerie senza aver fatto una scorta di biscotti da “La cure Gourmande”, noi non ci siamo limitati…

 Montmartre, con i suoi artisti e i suoi locali, si presenta da sola ma fate attenzione a come la raggiungete. Da evitare, anche se sembra più diretta e veloce, la RER, linee B e D, con fermata a la Gare du Nord da dove, facendo una piccola passeggiata si raggiunge la funicolare per Montmartre, la zona non è delle migliori e se capiscono, e lo capiscono, che siete turisti il gioco è fatto…Conviene la metropolitana, anche facendo qualche cambio in più, linea 12, direzione Aubervilliers front populaire se venite dal centro, e scendere ad Abbesses , da qui evitate le stradine dove i turisti vengono presi d’assalto dai venditori del tutto…, nei pressi della funicolare, la stazione, con il suo ingresso art nouveau, è una delle più profonde di Parigi. Tornando alla Gare du Nord noi avevamo optato per la soluzione RER e poi due passi sino alla funicolare…appena usciti dalla Gare l’impressione non è stata delle migliori…per meglio capire la direzione da prendere Alessandra ha chiesto informazioni in un negozio di generi alimentari ma, il proprietario, alla domanda su dove fosse Montmartre ha risposto di non saperlo…fortunatamente in nostro aiuto è arrivato Aka, un avventore che ha assistito alla scena e compreso che noi stavamo studiando come uscire da quella zona, che ci ha invitati a seguirlo spiegandoci che da li saremmo usciti in mutande se solo ci fossimo inoltrati verso Montmartre a piedi…Siamo andati alla metropolitana e da li abbiamo raggiunto la fermata di Abbesses e quindi la funicolare. Aka è stato gentilissimo ed abbiamo avuto modo di parlare con lui che, orgoglioso, nel mostrarci le tasche interne della sua giacca, rese antiborseggio dalle spille da balia, ci ha raccontato della deriva sicurezza della zona ormai divenuto un vero territorio Comanche presidiata da bande di borseggiatori di ogni etnia. Aka vive in cima a Montmartre in una casa, ricavata da un ex convento, adiacente alla basilica del sacro cuore, che domina Parigi. Aka è di origine pakistana, un ex comandante di aerei che ha girato il mondo in lungo e in largo ed ha tanto da raccontare.

Torniamo a Montmartre, qui c’è solo da perdersi tra le sue viuzze sicuramente il cuore è la centrale Place du Tertre con i suoi ristoranti e gli artisti, un mondo variopinto di personaggi . Al numero 6 c’è il “Mère Catherine” lo storico locale dove nacque il termine “bistrot”, nel 1814 dei soldati russi, seduti ai tavoli del ristorante, chiesero di essere serviti “bistro” che in russo significa velocemente e da qui il termine in uso oggi per indicare una tipologia di ristoranti. La cattedrale del sacro Cuore si impone maestosa, dalla collina, su Parigi e ritornare verso la stazione della metropolitana scendendo la scalinata lo suggeriamo con la dovuta attenzione ai borseggiatori. Da non perdere il tramonto e l’accensione della Torre Effeil dal Trocadero, nell’attesa potete godervi lo spettacolo degli artisti di strada.

Prima di rientrare a casa non può mancare una visita al quartiere ebraico , se siete in metro scendete alla fermata Saint Paul , all’interno del quartiere Le Marais, tra il III e il IV arrondissement. I primi ebrei si sono stabilizzati in quest’area nel VI secolo. Essendo che gran parte di loro di mestiere facevano gli artigiani, hanno scelto di stabilirsi nella zona del Marais in quanto era un’area mercantile.  Rue des Rosiers è la via di maggior interesse del quartiere dove si possono trovare le sedi dei centri dedicati alla diffusione della cultura ebraica, librerie, negozi e ristoranti. Noi abbiamo optato per l’As du Fallafel…se vi trovate da quelle parti andate anche voi..

A presto

 

2 commenti su “Girovagando per Parigi”

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